CamogliIl Borgo
Camogli (Camoggi - Camuggi in lingua ligure) è un comune di 5.682 abitanti della Provincia di Genova.
Del territorio comunale fanno parte le seguenti località: Portofino Vetta, Punta Chiappa, Ruta, San Fruttuoso, San Rocco, Mortola San Fruttuoso, Case Rosse.
I suoi abitanti per tradizione locale vengono comunemente denominati camoglini in virtù dell'antico toponimo Cammugin del dialetto camoglino.

Tipico borgo marinaro, è un centro turistico noto in tutto il mondo per il suo porticciolo, per la caratteristica architettura fatta di palazzi variopinti e per l’incantevole contesto naturalistico. Incastonata tra il turchese del mare, il verde brillante delle colline e degli uliveti, i colori sgargianti delle bouganville e della rigogliosa flora, Camogli incanta chiunque vi passi anche solo per una sosta. Non è un caso che venga chiamata “la gemma del Golfo Paradiso”.
Per la sua storia è anche chiamata la Città dei Mille Bianchi Velieri, rifacendosi alla poderosa flotta che ne fecero, nella seconda metà dell'ottocento, uno dei centri più importanti della marineria mondiale.
Ad oggi non solo conserva tutto il fascino del passato, ma grazie a una severa protezione ambientale, la natura è più splendente che mai, sia in acqua sia sulla terraferma. I fondali spettacolari ne hanno fatto un paradiso dei subacquei, mentre le pendici a strapiombo sul mare sono un contesto unico in cui fare passeggiate o vere e proprie escursioni.
Con un rischio però: la tentazione irresistibile di fermarsi a contemplare il paesaggio.

Le origini del nome
I suoi abitanti per tradizione locale vengono comunemente denominati camoglini in virtù dell'antico toponimo Cammugin del dialetto camogliese.
Il toponimo Camogli è sicuramente di origine antica, ma dall'etimologia incerta. Per alcuni studiosi il vocabolo deriva da Camulo o Camulio, nome attribuito a Marte da Sabini ed Etruschi, oppure da Camolio, divinità Gallo-Celtica. Altri studi ritengono che la parola sia di origini greco-ligure e che significhi terra in basso da cam (in basso) e gi (terra). Questa traduzione coinciderebbe con la caratteristica topografica del borgo, a valle rispetto alla Rua (Ruta). Ci sono poi le fantasiose derivazioni dal genovese, che fanno derivare la parola Camogli, (Camuggi, in genovese) da casa delle mogli, le quali rimanevano a casa da sole aspettando il ritorno dei mariti imbarcati, o da Cà a muggi ovvero case a mucchi, per la particolare disposizione delle case.

Cenni storici
Il borgo di Camogli ha origini preistoriche, come testimoniano le tre capanne del XIII e XII secolo a.C. individuate sul Castellaro. Nella stessa zona sono stati ritrovati reperti romani del II secolo a.C.. Già sotto il dominio dei vescovi di Milano intorno all'anno 1000, viene citata in un testo con il nome di Vila Camuli.
Nel XII secolo fu eretto il castello detto della Dragonaria, posto a difesa del borgo marinaro, che verrà assalito e distrutto da Gian Galeazzo Visconti e Nicolò Fieschi nel 1366 e successivamente anche dal Ducato di Milano nel 1438.
Dal XVI secolo si unirà più strettamente a Genova, specie per le continue scorrerie del pirata turco Dragut. La città viene fortificata e il porto completato nel 1624.
Nel 1798, dopo la Battaglia navale di Abukir, nella quale la flotta ligure guidata da Napoleone Bonaparte viene annientata, gli armatori camoglini investono i propri capitali nella costruzione di velieri mercantili, arrivando a disporre di una flotta numerosa pari al doppio di quella dell'allora porto di Amburgo.
I camogliesi fecero sempre quella che un secolo fa si chiamò la navigazione delle mani pulite, infatti non si prestarono mai al lucroso trasporto e commercio degli schiavi dall'Africa all'America.
Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.
Già nel 1856 la sua flotta è composta da 580 imbarcazioni iscritte alla Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, unica al mondo, la quale resterà attiva fino al 1888. Con l'avvento della navigazione a vapore le attività tradizionali marinare camogliesi vengono, nel tempo, sostituite col turismo.

Luoghi di interesse
Abbazia di san Fruttuoso
Un posto unico, incantevole, fuori dal mondo. E per raggiungerlo bisogna essere disposti a fare una lunga quanto spettacolare camminata a picco sul mare. Sicuramente all’arrivo la stanchezza verrà dimenticata e lascerà il posto alla meraviglia. Ma se si preferisce una via comoda allora basterà prendere uno dei tanti traghetti che partono da Camogli e godersi così anche  lo splendido panorama che si può godere durante la traversata.
L’Abbazia è un antico complesso monastico e dal 1983 fa parte dei beni architettonici del Fondo per l'Ambiente Italiano, grazie alla donazione dei proprietari. Nella sua baia è posizionata la celebre statua del Cristo degli abissi, posta nel 1954 sul fondale marino e recentemente restaurata.

L'abbazia
Parte dell'intera costruzione risale tra il X e l'XI secolo, ad eccezione del corpo affacciato sul mare che fu realizzato nel XIII secolo grazie alle donazioni della famiglia genovese dei Doria.
In queste sale, dove un recente restauro ne ha rilevato le antiche strutture romaniche, è stato allestito un museo dedicato alla storia dell'abbazia e dei monaci Benedettini che l'hanno abitata. In diverse vetrine sono esposte le ceramiche da tavola, scoperte in un deposito del monastero e di varie provenienze geografiche, usate dal XIII al XIV secolo dai monaci. La primaria torre nolare, considerata tra i più antichi elementi architettonici della Liguria, fu realizzata intorno al X secolo con calotta sferica e leggermente ovale, secondo il canone artistico dei Bizantini. Solo in seguito la struttura fu sovrapposta con un nuova torre ottagonale con lesene a vista.

Il chiostro
Il chiostro superiore, costruito nel XII secolo, fu quasi del tutto ricostruito nel corso del XVI secolo per volere del celebre ammiraglio genovese Andrea Doria. Il chiostro fu dotato da coperture a crociera, con impiego di pregiati capitelli - la maggior parte in stile romanico - e colonne di varia provenienza. La loggia del X secolo è anch'essa romanica e dopo la chiusura temporanea durante i restauri del 1933, è stata ora riaperta.
Al livello inferiore del chiostro è presente il sepolcro della famiglia Doria, concesso dagli stessi monaci Benedettini. Le tombe nobiliari - nelle quali alloggiano le salme di sette membri Doria morti tra il 1275 e il 1305 - sono in marmo bianco e pietra grigia alternato, come nella classica e tipica bicromia ligure. Esse sono disposte a schiera sui tre lati del vano e costituite da arche in muratura singole o a coppie - in gran parte con epigrafi - sormontate da arcosoli a sesto acuto, sorretti da piccole colonne in marmo con tettuccio a capanna. Oltre alle tombe dei sette componenti della famiglia Doria sono presenti altri due sepolcri e un sarcofago romano dei quali si ignorano le identità dei personaggi tumulati.

La Torre Doria
La torre, intitolata ad Andrea Doria dai suoi eredi, fu eretta nel 1562 lungo la strada che collega l'abbazia al borgo dei pescatori in una ripida scalinata. Essa fu principalmente costruita per difendere il borgo e la sua provvidenziale sorgente di acqua, utilizzata dai monaci, dalle eventuali incursioni dei pirati barbareschi. Sulle due facciate è presente lo stemma dei Doria, l'aquila imperiale, mentre altre decorazioni sono visibili sulle cornici e sulle mensole.

Come raggiungerla
Il complesso è raggiungibile tramite un frequente collegamento marittimo - battello – da Camogli. Vi è inoltre un collegamento diretto con Genova. Alternativamente si può usufruire del panoramico percorso naturalistico - addentrandosi all'interno del Parco naturale regionale di Portofino - tramite sentieri boschivi da Portofino Vetta o Portofino Mare, dove una ripida discesa permette di raggiungere la baia in novanta minuti da entrambi i sentieri. Non esiste un collegamento stradale.

Castello della Dragonara
Di origine medievale, fu eretto nel XII secolo, qui i camogliesi si ritrovavano per eleggere i loro rappresentanti o si ritiravano in momenti di pericolo, all'interno delle mura. Fu assalito e distrutto da Gian Galeazzo Visconti e Nicolò Fieschi nel 1366 e, dopo essere stato ricostruito, anche dal Ducato di Milano nel 1438. Nel XVI secolo venne infine adibito a prigione. Nel corso degli anni settanta, dopo decenni di abbandono, l'immobile venne recuperato e dedicato ad ospitare l'acquario tirrenico, gestito dall'Azienda Autonoma di Soggiorno. Vennero create vasche con acqua marina ospitanti esemplari della fauna marina tipica delle acque camogline. Un antesignano del moderno acquario genovese.

La Basilica di santa Maria Assunta
L'interno è costituito da tre navate - in stile barocco - ed è interamente rivestita da pregiati stucchi in oro, marmi policromi così come il battistero e lampadari di cristallo. Nella volta sono conservati alcuni affreschi di fine Ottocento ad opera dei pittori Nicolò Barabino e Francesco Semino. L'altare maggiore fu realizzato dallo scultore Andrea Casareggio, mentre il coro ligneo è risalente al Settecento. Nei locali della sagrestia si trova una Deposizione del pittore ligure Luca Cambiaso.

Oratorio di san Prospero e santa Caterina
Costruito nel XIV secolo e intitolato a san Prospero e santa Caterina è stato ampliato nel Settecento. All'esterno sulla facciata è presente un medaglione di marmo con Cristo Risorto, rinvenuto in mare nel 1932. All'interno decorazioni barocche, e un crocifisso ligneo del XV secolo e tele di scuola ligure del XVIII secolo.

Santuario Nostra Signora del Boschetto
Luogo di culto per i credenti della zona, è stato edificato nel luogo dove secondo la tradizione apparve la Madonna. La chiesa è luogo di raccolta eccezionale di ex voto legati ad eventi di marineria, pesca e trasporto marittimo di ogni epoca. È stato sede della Corale Trofello. Dinnanzi all'ingresso della chiesa, dotata di un pregevole sviluppo architettonico, troneggia un antico olmo, mantenuto nonostante un recente restyling del piazzale antistante. Nel piazzale stesso sono affiorate le vestigia di un preesistente edificio, probabilmente la prima cappelletta votiva legata all'apparizione della Beata Vergine. Recenti lavori di restauro ne permettono la visione.

Chiesa di san Nicolò di Capodimonte
L'antica chiesa romanica è situata lungo il sentiero che conduce dalla chiesa parrocchiale di san Rocco a Punta Chiappa. L'edificazione del tempio romanico è risalente al XII secolo ad opera dei monaci di san Rufo, sul luogo dove - secondo la tradizione locale - sorgeva una cappella intitolata a san Romolo. Secondo alcuni studi effettuati nell'antico luogo di culto, pare che qui vi fosse costituito un piccolo nucleo abitativo - quasi indipendente dal borgo camogliese - annesso all'adiacente monastero. A causa delle violente scorrerie dei pirati Saraceni l'intero complesso fu abbandonato nel corso del XV secolo, diventando quindi sede dei più diversi usi civili e religiosi. Nel 1870 la chiesa fu riaperta al culto religioso e posta a delicati restauri tra il 1925 e il 1926, quali la facciata in pietra viva e decorata con archetti a vista. L'interno del tempio - ad unica navata e con pianta a forma di T - è costituita interamente in pietra nera o ardesia presentando ancora oggi resti di antichi affreschi del Medioevo.

Museo Marinaro "Gio Bono Ferrari"
Il museo fu ideato e fondato dal camogliese Gio Bono Ferrari nel 1937 e l'intera collezione marinara fu donata nel 1938 al Comune di Camogli. La collezione comprende oggetti legati alla nautica a partire dalla dominazione francese di Napoleone Bonaparte (1797) fino alla Prima guerra mondiale. In varie teche sono esposti cimeli, modellini in scala di velieri e navi, strumenti nautici per la navigazione nonché antiche stampe e dipinti dell'epoca. Uno dei dipinti più antichi è quello raffigurante un pinco del 1790.
Sono inoltre conservati gli antichi manoscritti originali dello statuto della Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, fondata nel 1853; sono presenti anche un gran numero di libretti di navigazione, portolani e manuali di nautica di varie epoche. In un'altra sezione sono custoditi oggetti del Risorgimento italiano tra le quali lettere ed oggetti appartenuti a Giuseppe Garibaldi e alla Spedizione dei Mille.

Civico Museo Archeologico
Il museo è situato in una sala dell'attiguo museo marinaro. All'interno sono conservati reperti archeologici ritrovati nel comune, forse risalenti all'Età del ferro.


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